Escherichia coli appartiene alla famiglia degli  Enterobatteri (enterobacteriacee)  Gram – ,  non si colorano con la colorazione di Gram e comunemente vivono nell’ultimo tratto dell’intestino umano.

 In particolare E.coli è presente nel colon dei mammiferi e degli uccelli (animali a sangue caldo) e caratteristicamente non riesce a riprodursi in un ambiente diverso da quello intestinale. Pertanto, dal momento che con le feci ogni organismo ne espelle centinaia di miliardi al giorno, la sua presenza nelle acque o nelle derrate alimentari è un segno inequivocabile di contaminazione fecale.

 

 

  • L’assunzione di alimenti contaminati da E.coli  puo’ provocare la “dissenteria” cioè una infezione  del tratto intestinale caratterizzata da ripetute scariche diarroiche miste a sangue e muco, accompagnate da dolori, febbre e vomito. Del resto la tossina di E.coli assomiglia a quella del vibrione del colera.
  • E.coli è responsabile anche di infezioni dell’apparato urinario, dall’uretra alla vescica e al rene (uretriti, cistiti e pielonefriti). Nei maschi può’ provocare infezioni della prostata (prostatiti).
  • Nei pazienti con sistema immunitario compromesso l’infezione di E.coli  può’ estendersi al circolo sanguigno  causando una grave complicazione , la DIC, o coagulazione intravasale disseminata, che spesso porta a morte il paziente.

Alla luce di ciò’ è indispensabile osservare una perfetta igiene durante la preparazione degli alimenti ed effettuare scrupolosamente i controlli prescritti dalle Ordinanze. Parimenti bisognerà periodicamente tenere sotto controllo lo stato della acque sia destinate al consumo che quelle per la balneazione. Il rischio di un’infezione da E.coli non è da sottovalutare  

 

 

 

Curiosità: si chiama Escherichia dal nome del medico tedesco Theodor Escheric che alla fine dell’800 si accorse dell’importanza di questo batterio nelle malattie pediatriche, coli in quanto abita nell’ intestino.